Sarà un accordo vantaggioso o meno, ma il senso di vomito e schifo non mi passa. Questi bei patti Gheddafiani, risalenti in parte già al governo Prodi, mi sembrano l’ennesimo esempio del livello di prostituzione politica del parlamento italiano. Ridicoli quelli che da sinistra gridano allo scandalo perché se non c’era B. c’erano loro –tanto per fare un esempio ricordo ancora i pianti dei Radicali contro la Cina all’epoca del governo B. e poi la Bonino faceva parte della mega delegazione del governo Prodi in Cina con tanto di elogi alla democratica dittatura cinese-, ridicoli quelli interni al governo (leggi Lega) che sbandierano ai quattro venti la loro ferrea opposizione a colpi di parole, poi quando si tratta di farsi vedere si affidano giusto a Borghezio che ha la funzione delle opposizione interna, nominata dal centro, per proseguire con quella che, da anni, è la reale funzione della Lega secondo me: valvola di sfogo per impedire che certi malesseri potessero sfociare in un vero assalto al palazzo con cacciata dei parlamentari, malessere che poteva saldarsi con altri malesseri sparsi per la Penisola, invece così c’è la valvola di sfogo – a parole- e tutti sono tranquilli; ridicoli e vomitevoli tutti quelli che si sono buttati a pesce sul falso beduino con tenda extralusso e lo compiacciono a spese mie. Insomma non sono fatto per la politica perché questa cosa mi fa schifo, mi fanno schifo gli accordi con le dittature seguite dai proclami di libertà e democrazia contro le altre dittature, preferirei di gran lunga una schietta e salutare sincerità, dire che le guerre si fanno per un motivo preciso, dire che gli accordi si fanno per motivi concreti e non tentare di fare distinzioni tra regimi e regimi. Gheddafi raduna 500 hostess e impartisce loro una lezione sul Corano (figurati che lezione!) e questo a me ricorda il B. che raduna, a pagamento, le ospiti e impartisce loro le sue canzoni con Apicella oppure spiega come funziona il mondo e quante volte ha salvato la galassia dal tracollo. Anche tentando di mettermi dalla parte del “vantaggio economico dell’accordo” arrivo a concludere che, se proprio dobbiamo dirla, non siamo davanti all’indiano con le piume che per tre perline ti vende Manhattan, l’apparato, il casino, il baccano e tutte le manifestazioni di sottomissione danno più l’impressione del desposta che visita una provincia (o una futura provincia). Gheddafi e figli hanno le mani in molti affari italiani, banche in primis, e fanno girare soldi su soldi (oltre a tutti quelli che hanno usato in questi e negli anni passati per finanziare partiti nostrani) e questo si vede bene perché in questa nazione sfasciata può fare tutte le buffonate che vuole, le parate, le scenette con folle prezzolate e isteriche (come a casa sua insomma) e manco ha bisogno di piantare il mitra nella schiena.
30/08/2010
29/08/2010
27/08/2010
SEX BOMB
L’AVANA – L’ex presidente Fidel Castro ha avuto ieri all’Avana un incontro di circa cinque ore con il presidente venezuelano Hugo Chavez.
Lo ha annunciato la tv cubana. Fidel Castro e Chavez hanno parlato su ‘diversi argomenti di attualita’ internazionale, in particolare sul rischio di una guerra nucleare’, ha detto la tv.
Il presidente venezuelano si e’ detto soddisfatto per ‘lo straordinario stato di salute’ del suo amico e alleato Fidel, 84 anni. Da TgCom
Come è noto Castro è un fervente oppositore delle guerre nucleari, il 28 ottobre 1961 gli americani scambiarono per missili nucleari dei campi di margheritine russe, piantate in seguito ad un accordo ecologico tra Cuba e Kruscev.
25/08/2010
SECONDO CAPITOLO ISTITUTO LUCE, FINI E IL PAKISTANO (MA DI QUELLO BUONO) SU REPUBBLICA

Credevo che il recente articolo dell’Unità su Fini e il poeta pakistano fosse imbarazzante, ma adesso ho letto quello di Repubblica…
alcuni frammenti particolarmente significativi
Gianfranco Fini come un villeggiante qualsiasi, senza scorta, senza filtri
Pronta e ironica la risposta di Fini: «Fratello proprio no, al massimo cugino». Umeed significa speranza. E il desiderio del quarantonovenne pakistano di raccontare la sua storia al presidente si realizza sotto l’ ombrellone del bagno «La strega sul mare» ad Ansedonia. La terza carica dello Stato e il migrante poeta e vucumprà per necessità
la popolarità di Fini non sembra però intaccata
Poi, davanti all’ ombrellone in prima fila, si formano capannelli intornoa lui. Da lontano arriva un anziano: «Mio nipote non ci credeva, inveceè proprio lei. Mi fa un autografo?». Passano due signore e salutano. «Buongiorno e buona passeggiata» risponde Fini. Si avvicina una giovane coppia con bambino: «Non vogliamo disturbare, ma esprimerle solidarietà e augurarle in bocca al lupo». Non gradita da Fini è solo la visita di due cronisti:
Spiega che gli mancano i soldi, 600 euro su 1.700, per ritirare dallo stampatore altre copie del volumetto. «Passa in spiaggia uno dei prossimi giorni e portami un po’ di volumetti» gli avrebbe promesso Fini. Poi il presidente della Camera lascia una lunga e intensa dedica su una copia del volumetto di Alì: «Non sono in grado di giudicare la qualità delle poesie di Umeed. Certo, da quello che mi ha raccontato è un uomo vero, forte, combattivo e tenace e come i cavalieri antichi sotto la armatura c’ è la poesia, la sofferenza e la forza del suo cuore». Umeed è raggiante. «Mi avevano detto che è un uomo rigido. Falso. E’ umile, disponibile. E questo incontro fa svanire la fatica di due mesi a vendere collanine in spiaggia».
24/08/2010
IL MONDO VA A ROTOLI, SOFFICI, MORBIDI E MOLTO LUNGHI
Quante volte avete sentito l’espressione “il mondo va a rotoli”? E’ vero, rotoli di carta igienica per la precisione, su scala industriale dalla metà dell’800. Se siete interessati a questo indispensabile articolo moderno non perdetevi il sito del “Toilet Paper Museum”, con autografi celebri rilasciati sui soffici foglietti bianchi, una cronostoria della carta, foto di curiosi o rari rotoli. Quello nella foto è un rotolo propagandistico della seconda guerra mondiale.
23/08/2010
QUELLE STRANE PUBBLICITA’ FEMMINILI

In merito alla questione stranezze pubblicitarie e mondo femminile, non molte settimane or sono si discuteva con ippaso, dopo un suo post sull’argomento, riguardo allo strano trattamento che il mondo femminile ha in Italia in ambito pubblicitario. La donna è vista dalla televisione quasi fosse destinata ad assumere sul suo corpo la maggior parte dei malanni esistenti, le pubblicità non si limitano infatti a occuparsi dei problemi femminili specifici, ma attribuiscono alle donne anche cose che, in teoria, capitano pure alla popolazione maschile, vedasi i vari yogurt per stimolare e i medicinali per frenare le esigenze fisiologiche. L’altro giorno mi sono imbattuto in questa pubblicità. Per quanto lo spot apparentemente sia destinato ad un pubblico femminile, direi che la sequenza iniziale occhieggia vistosamente a quello maschile, vedi giochetto con il cubetto di ghiaccio e inquadratura focalizzata sul fondoschiena della fanciulla. L’assurdità maggiore, a mio parere, è contenuta nel finale: la tizia appoggia il prodotto al bordo di un bidet e di botto è inquadrata mentre si butta in faccia acqua, ma acqua da dove? Dal lavandino? No, perché la mia mente collega tra di loro le immagini, se prima ti vedo appoggiare il prodotto sul bidet e poi l’inquadratura dal basso ti mostra chinata e intenta a bagnarti il viso io finisco subito per pensare che tu lo stia facendo con l’acqua del bidet.
21/08/2010
20/08/2010
QUEI FATALI INCONTRI SUI LITORALI ITALICI
Oggi, il Duce degli Italiani, sua Eccellenza Gianfranco Fini, mentre cavalcava maschiamente sopra al suo baio favorito in compagnia della sua angelica figlia, si è imbattuto sul litorale italico in un profugo poeta. Il poeta fuggiasco, proveniente dai territori dominati dalla perfida Albione, là dove scorre l’Indo ingannevole, ha porto al nostro Duce un libricino appena dato alle stampe contenente i versi di questo aedo senza dimora, quasi come l’antico cantore che ha reso la poesia della penisola nota in tutto il globo. Il volto maschio, l’espressione ardita del nostro Duce si è per un attimo trasfigurata in autentica espressione di compartecipazione virile per le sofferenze, le fatiche e gli innumeri perigli del poeta. Così, preso tra le mani il picciolo libricino dal grande sentire, ha vergato queste chiare lettere che abbiamo avuto la fortuna di spiare “Non sono in grado di giudicare la poesia di Umeed. Certo, da quello che mi ha raccontato, è un uomo vero. Forte, combattivo, tenace. E, come per i cavalieri antichi, sotto l’armatura c’è la poesia e la sofferenza e la forza del suo cuore”. Il volto dell’indigeno s’è come trasmutato davanti alla corresponsione di cuore che ha incontrato nel nostro Duce e ha fatto dono alla piccola ma già abile cavallerizza di uno di quei ninnoli che recano, nel passare di terra in terra, una tradizione e una storia millenaria. Siamo certi che la vita del nostro aedo ora sarà colma di gioia e che vorrà innalzare un canto al nostro indomito e generoso condottiero che, con la riservatezza che è dei grandi, ha promesso che lo aiuterà perché troppo ha già sofferto a causa della perfida Albione.
PS: Se vi sembra un pezzo assurdo andate a leggere a questo indirizzo
http://www.unita.it/news/immigrazione/102570/fini_e_il_poeta_immigrato
19/08/2010
VOX CLAMANTIS IN DESERTO: QUELLO CHE I GIORNALI NON SCRIVERANNO E QUELLO CHE SCRIVERANNO
Obama, un gigante
Obama è davvero bravo. Tutti ora scriveranno elegie sulla fine della guerra in Iraq, in realtà decisa (anche la fine) da George W. Bush. In Iraq, però, resteranno 50 mila soldati, forse 56 mila, senza compiti di guerra. Ma il colpo di genio è questo: ritira le truppe da combattimento, ma raddoppia il numero di contractor privati (mercenari li chiamavano un tempo, quando c’era Bush, i giornalisti engagé). Un esercito privato di settemila uomini. Da Camillo Blog
Guardatevi attorno nei prossimi giorni, si prevede che i giapponesi lasceranno i bunker in varie parti della penisola. Per i giornali è difficile uscire dal cerchio mistico obamiano, una volta entrati non si vede più nulla se non Obama, non si sente più nulla se non le parole di Obama, il problema è che ogni giornale, televisione e stazione radio crea un secondo cerchio mistico dentro il quale imbriglia, oramai da anni, tante persone che preferiscono la favoletta serale piuttosto che i fatti.
18/08/2010
IL GIOCO DELLO SCETTRO, GIRA E RIGIRA, MA A NOI TORNA (SE TORNA) GIRATO DALLA PARTE SBAGLIATA
La sovranità appartiene al popolo, peccato che i Partiti si possano sempre arrogare il diritto di scegliere cosa intendono per popolo e cosa intendono per sovranità. Al di là del mantra compulsivo “lo dice la costituzione, lo dice la costituzione” molto buono per cadere in trance e vedere iddio l’altissimo, potrei sapere quale motivazione è stata data per rifiutare le elezioni anticipate? Se cade un governo che è stato espresso con chiara indicazione –non quelle maggioranze nate dal 0,5% in più, 0,5 che comunque varrebbe se stiamo parlando davvero di democrazia moderna- non si può rimestare nel calderone per vedere cosa avanza, appiccicare due o tre partiti, chiamare finti tecnici e far passare acqua sotto i ponti. Ditemi perché non si può andare al voto?
No perché non vorrete farmi credere che siete tanto educande e verginelle sante da credere a una palla come la seguente di Bersani
“Le elezioni anticipate sarebbero un fallimento loro. Nessuno ha paura di un confronto su questo punto. Il problema – ha spiegato Bersani – è se al Paese servono le elezioni adesso, in una situazione di rissa di tutti contro tutti, in cui i mercati ci guardano, con una legge elettorale che fa nominare i parlamentari dei partiti, con un distacco micidiale dei cittadini dalle istituzioni. Credo che ci siano altre proposte più sensate come un governo di transizione, a tempo limitato per fare la legge elettorale che ridia lo scettro in mano ai cittadini, che si occupi un po’ di economia e di lavoro”.
Si è andati alle elezioni già altre volte con un clima di tutti contro tutti e vaffa incorporato, si stava perfino scivolando al voto con ¾ di parlamento esautorato via inchiesta.
I mercati ci guardano? Il governo di transizione per fare la legge elettorale, ah certo, immagino una sorta di proporzionale perché si ha paura di prenderlo un’altra volta in quel posto. Se non si è saputo costruire un partito in anni la colpa è degli elettori? Allora diciamo più tranquillamente e onestamente, siccome il PD sente puzza di altra tranvata in testa vuole ritardare il voto, cosa normale per un partito, ovvio, peccato che debbano sempre indorare la pillola con belle parole e un alto spirito morale, loro e i giornali e quanti pare non riescano più a formulare una opinione che vada al di là dei fogliacci di fiducia. Appellarsi alla costituzione come la parola magica non aprirà la grotta di Ali Babà, farà solo capire a quanti vogliono un minimo porsi la domanda (ma quale è il problema se vado a votare?) che siamo arrivati al naufragio definitivo, parole sparate a caso, grandi principi prostituiti alla prima occasione, carta costituzionale usata per impacchettare i regalini da distribuire a natale. Siate onesti e gridate una buona volta, “no, elezioni anticipate no, perché il mio partito è peggio ridotto dell’altro” (e ci vuole capacità a ridurlo peggio), “perché i cialtroni che guidano il Pd non sanno che pesci pigliare e hanno oramai l’acqua alla gola”. I loro elettori spero si sveglino e vadano a suonargliele di santa ragione perché il casino l’hanno fatto loro e, in tutta sincerità, deve essere un casino bello grosso se hanno paura di una votazione, questo animale mitico che compare ogni tanto tra i boschi e poi scompare e viene tenuto chiuso non si capisce dove. Fino a qualche settimana fa sembrava che Vendola fosse il futuro candidato, no? C’era pure un discreto entusiasmo e Vendola chiedeva elezioni invece di ribaltoni
poi improvvisamente pure lui ha cambiato opinione, penso dietro pressioni d’altri. Perché non puntare su Vendola? Partire già con l’idea che si perderà non è certo un segno di partito forte e dire “non andiamo” solo per questo –ed è solo per questo, al di là dei giochetti linguistici e dei paludamenti di finta moralità- è più che infausto, è la dichiarazione che si è defunti e che si spera, durante la transizione, in non si capisce quale miracolo.
Elettori del PD gridate “no al voto anticipato”, sì, gridate “no” ma aggiungete onestamente il perché dei capi, ovvero “ho paura di perdere” e piantatela di tirare in ballo la costituzione per ogni stronzata, altrimenti non stupitevi se la gente finisce per averne una idea molto, molto negativa. Altrimenti prendete forza, date una strigliata ai capoccioni, sostenete Vendola e avanti per eventuali elezioni se cade Berlusca.
Lo scettro, tanto per dirla con Bersani, lo si deve ridare subito al popolo perché se il popolo ha delegato –sempre utilizzando la vulgata riguardo l’attuale stato democratico moderno- a una persona e quella cade, allora lo scettro torna al popolo e non passa a Caio, Tizio e Sempronio. Se domani presto una cosa a mio fratello e quello la passa a 40 suoi amici io mi incazzo, sappiatelo, e penso che vi incazzereste pure voi davanti ad una cosa del genere. Dunque indietro lo scettro, dobbiamo controllare se è ancora oro o se vi siete fregati pure quello e l’avete fatto rifare d’ottone.
PS: Pernacchie per il primo fesso che si mette in testa di avere davanti un berlusconiano: è noto infatti che nel mondo ci sono molti che non sembrano in grado di concepire una idea diversa dalla loro senza che questa venga necessariamente da una qualche parte politica, in particolare dalla parte politica che reputano loro avversa. Questa specie molto diffusa concepisce il mondo diviso in due grossi partiti, il loro e l’altrui, quelli dell’altrui li identifica tutti con la matrice per lui di ogni male in quel momento, Satana, Hitler, Berlusconi etc. D’altro canto la tecnica “ma tu sei un …” è un vecchio trucchetto retorico per interrompere la discussione e sottrarsi alle risposte, si tratta dell’antenato del celebre “troll”.
17/08/2010
IL SEGRETO DELLA MIA FORMA FISICA?
Come faccio ad essere così in forma? Semplice, mangio sano, faccio sport, ogni tanto partecipo ad una lapidazione, faccio impiccare un po’ di persone, sparare sulla folla, arrestare e, una volta al mese, una bella bomba atomica. Ah vi chiedete cosa ci facciano i due tizi in parte? Guardie del corpo? No, semplicemente ho da poco tolto le ruotine dietro.
16/08/2010
12/08/2010
LA NAZIONE DELLE BELLE ADDORMENTATE NEL BOSCO SERIALI
In questi anni le notizie hanno sempre più dimostrato che siamo nella Nazione delle addormentate nel bosco seriali, persone candidamente ignare di tutto e tutti, costantemente prese da un sopore indotto dal veleno della disattenzione o della ipocrisia, pronte a svegliarsi strabuzzando gli occhi, stupite di trovarsi dove si trovano, salvo poi ricadere nel loro sonno popolato di sogni, in attesa del prossimo principe dai bei labbroni rubicondi.
Questi ultimi mesi hanno visto l’ennesimo risveglio delle belle che hanno proclamato, a loro nuovo eroe, Fini Gianfranco, fu Almirante, e la scelta non potrebbe essere più precisa, una sorta di tautologia: Fini Gianfranco è come dire bella addormentata. Come potremmo altrimenti definire uno che d’un tratto, una mattina s’è svegliato con in bocca la negazione di tutto quello che aveva predicato alle folle delle sue belle a congresso? Dal dire e ribadire numerose volte che Mussolini è il più grande statista del secolo a negarlo, aggiungendo che il fascismo è parte del mare assoluto, ne corre di acqua sotto i ponti, acqua Fiuggi per la precisione. Con una lavata di piedi nelle acque termali questo nostro curioso caso di Pied-Noir si è trovato ringiovanito e ha visto la luce. La luce, in pratica, era quella di uno dei carrozzoni del circo Berlusca, dove il nostro è salito con un balzo, felice come quei bambinelli che fuggivano da casa con la speranza di diventare trapezisti. Anche in questo caso Fini ha dato prova di essere quello che era, la natura non si modifica, e così prima Berlusconi era un grande politico, poi si è svegliato e l’ha trovato un buffone (predellini vari e rifiuti di entrare nel nuovo partito), poi, da cofondatore del nuovo partito, Berlusconi è tornato un grande uomo e politico e oggi lo scopre, spalancando gli occhioni, inquisito (?), fascista nei metodi, squadrista etc… Adesso la faccenda della casa a Montecarlo, Fini, attraverso una lettera ai giornali, dice di avere ignorato tutto e di avere scoperto all’improvviso la faccenda, insomma l’ennesimo caso di risveglio della bella addormentata nel bosco.
Cosa dire? Quella contro di lui è una campagna di killeraggio come stanno gridando i difensori –per interesse o per sogno- di Fini? Probabile, ma è anche questo un aspetto tipico della nostra politica, il killeraggio fermo posta o giornale è stato portato avanti da anni e anni verso tutti e se in passato non c’era allora era la nota censoria che seguiva le espulsioni dai partiti. Chi si scandalizza per questa cosa rientra nuovamente nella categoria delle belle addormentate e, a quanto pare, ha fatto sonni molto lunghi in questi anni. Gli acclamanti un giorno si desteranno dall’ennesimo sonno, grazie al bacio del nuovo principe, e probabilmente ritireranno fuori gli slogan fascista, fascista (magari nel frattempo Gianfranco si sarà risvegliato fascista a sua volta) e, chissà, con un gesto quasi da persona con cervello comatoso o affetto da ampia amnesia, metteranno nell’elenco delle colpe di Fini pure l’appartamento a Montecarlo. Campagna mediatica o non campagna mediatica, quando chi dorme dolcemente cullato dalla favola bella del Fini convertito e democratico, puro e dalle mani pulitissime, si renderà conto che i giochetti di immobili e patrimoni fatti sparire sono diffusi fra tutti i capi e sotto capi dei partiti, tanto più capi di lungo corso come il Fiuggiasco (nel senso che a Fiuggi tentò una fuga dal suo passato) Fini? Le belle addormentate sono incostanti, come Fini Gianfranco, fu Almirante, e non hanno spesso l’onestà di fare un passo indietro e di piantarla di pontificare una volta che sono state beccate in castagna o una volta che hanno riconosciuto di avere sostenuto per anni, da posizioni di rilievo, delle autentiche balle.
02/08/2010
CERTO CHE PERO’ FINI HA UNA CERTA AUTOREVOLEZZA…
Analizziamo due degli ultimi titoli comparsi su Generazione Italia. Nel primo si accusano gli ex colonnelli di ogni nefandezza. L’accusare i colonnelli ci ricorda tanto un certo tizio chiuso nel bunker, incazzato nero con tutta la casta militare che lo ha ostacolato.
Nel secondo si parte con il dado e tratto, ovvero la celebre frase pronunciata da Cesare prima di MARCIARE SU ROMA -in realtà è una semplificazione, ma fino a qualche settimana fa era il tema ricorrente dei giornalisti-.
Ora attendo qualche articolo di fuoco sulla evidente svolta fascistissima di Fini.
PS: Notare, prego, il sistema Emilio Fede nelal scelta delle foto. Il nemico è brutto, sporco e idiota, il capo è glorioso, bello e guarda che guevarianamente (o benitamente) verso il domani.
PS:
PDL: FINIANI TORNANO AD ‘AN’. NUOVO GRUPPO SI CHIAMERA’ AZIONE NAZIONALE
Il Fronte Universitario d’Azione Nazionale o FUAN è un movimento politico studentesco, fondato a Roma nel 1950.
Fu fondato da giovani universitari aderenti alle sezioni giovanili del Movimento Sociale Italiano provenienti da diversi atenei italiani, nel maggio del 1950, a Roma, da Franco Petronio, Guido Lo Porto, Tommaso Staiti di Cuddia, Giuseppe Marra, Benito Paolone , Giuseppe Tricoli [1].















